Grazia della conversione

O Signore, mio Dio e mio Salvatore, Gesù Cristo,
continuo a chiederti di darmi la grazia della conversione.
Giorno e notte spero soltanto una cosa:
che tu mi mostri la tua misericordia
e lasci che io sperimenti la tua presenza nel mio cuore.
Fa’ che io pervenga a un genuino atto di pentimento,
a una preghiera sincera e umile e a una generosità libera e spontanea.
Vedo così chiaramente la strada da seguire!
Comprendo così bene che mi è necessario venire a te.
Posso insegnare e parlare con eloquenza sulla vita in te;
ma il mio cuore esita,
il mio io interiore e più profondo ancora si tira indietro,
vuole mercanteggiare, vuole dire: «Sì, ma…».
O Signore, continuo forse a dimenticare che tu mi ami,
che tu mi aspetti a braccia aperte?
Come un padre con le lacrime agli occhi,
tu vedi come il tuo figlio stia distruggendo la vita stessa che tu gli hai dato.
Ma anche come un padre tu sai che non puoi costringermi a tornare a te.
Solo quando verrò liberamente a te,
quando mi scuoterò liberamente di dosso le preoccupazioni e gli affanni
e confesserò liberamente le mie vie sbagliate
e chiederò liberamente misericordia,
solo allora tu potrai darmi liberamente il tuo amore.
Ascolta la mia preghiera, o Signore, ascolta la mia difesa,
ascolta il mio desiderio di ritornare a te.
Non lasciarmi solo nella mia lotta.
Salvami dalla dannazione eterna e mostrami la bellezza del tuo volto.
Vieni, Signore Gesù, vieni. Amen.

(J.M. NOUWEN, (manoscritto inedito), in ID., La sola cosa necessaria. Vivere una vita di preghiera, Brescia, Queriniana, 2002, 239-240

La notte del Mite

Questa è notte di riconciliazione,
non vi sia chi è adirato o rabbuiato.
In questa notte, che tutto acquieta,
non vi sia chi minaccia o strepita.
Questa è la notte del Mite,
nessuno sia amaro o duro.
In questa notte dell’Umile
non vi sia altezzoso o borioso.
In questo giorno di perdono
non vendichiamo le offese.
In questo giorno di gioie
non distribuiamo dolori.
In questo giorno mite
non siamo violenti.
In questo giorno quieto
non siamo irritabili.
In questo giorno della venuta
di Dio presso i peccatori,
non si esalti, nella propria mente,
il giusto sul peccatore.
In questo giorno della venuta
del Signore dell’universo presso i servi,
anche i signori si chinino
amorevolmente verso i propri servi.
In questo giorno, nel quale si è fatto povero
per noi il Ricco
anche il ricco renda partecipe
il povero della sua tavola.
Oggi si è impressa
la divinità nell’umanità,
affinché anche l’umanità
fosse intagliata nel sigillo della divinità.

(EFREM IL SIRO, Inni sulla Natività 1,88-95.99, in ID., Inni sulla Natività e sull’Epifania, Milano 2003, pp. 134-136).

Il buio e la luce

È buio dentro di me,
ma presso di te c’è la luce;
sono solo, ma tu non mi abbandoni;
sono impaurito, ma presso di te c’è l’aiuto;
sono inquieto, ma presso di te c’è la pace;
in me c’è amarezza, ma presso di te c’è la pazienza;
io non comprendo le tue vie, ma la mia via tu la conosci.

(Dietrich Bonhoeffer)

«Beato chi non si scandalizzerà di me»

Sostieni la nostra fede, Signore Gesù, quando è tentata di scandalizzarsi per la tua ‘debolezza’.
Donaci la convinzione e la sapienza che animava il tuo apostolo Giacomo: egli, che ben conosceva le grandiose promesse di Isaia, ha creduto che tu le hai realizzate, anche se nulla sembrava apparentemente cambiato nel mondo, dopo il tuo passaggio.
Dona anche a noi la pazienza dell’agricoltore, per seminare speranza.
Fa’ che accogliamo con riconoscenza il tuo vangelo di gioia, la buona notizia per i poveri e insegnandoci la pazienza; edifica in noi una fede forte.
Donaci la beatitudine di essere tuoi discepoli, la tua stessa gioia, la gioia del Padre nel fare del bene, anche quando ci toccasse di apparire perdenti.
Ravviva in noi la memoria dei benefici ricevuti, perché possiamo deciderci ancora oggi per il tuo vangelo e perché, anche quando non riconosciamo le tue vie, continuino come il Battista ad esserti fedeli.

Lascia spazio alla bellezza di Dio

O Maria, Madre nostra,
oggi il popolo di Dio in festa venera Immacolata,
preservata da sempre dal contagio del peccato.
Accogli l’omaggio che ti offro
a nome della Chiesa che è in Roma
e nel mondo intero.
Sapere che Tu, che sei nostra Madre, sei totalmente libera dal peccato
ci dà grande conforto.
Sapere che su di te il male non ha potere,
ci riempie di speranza e di fortezza
nella lotta quotidiana che noi dobbiamo compiere
contro le minacce del maligno.
Ma in questa lotta non siamo soli,
non siamo orfani, perché Gesù, prima di morire sulla croce,
ci ha dato Te come Madre.
Noi dunque, pur essendo peccatori, siamo tuoi figli,
figli dell’Immacolata,
chiamati a quella santità che in Te risplende
per grazia di Dio fin dall’inizio.
Animati da questa speranza,
noi oggi invochiamo la tua materna protezione per noi,
per le nostre famiglie,
per questa Città, per il mondo intero.
La potenza dell’amore di Dio,
che ti ha preservata dal peccato originale,
per tua intercessione liberi l’umanità da ogni schiavitù spirituale e materiale,
e faccia vincere, nei cuori e negli avvenimenti, il disegno di salvezza di Dio.
Fa’ che anche in noi, tuoi figli, la grazia prevalga sull’orgoglio
e possiamo diventare misericordiosi
come è misericordioso il nostro Padre celeste.
In questo tempo che ci conduce
alla festa del Natale di Gesù,
insegnaci ad andare controcorrente:
a spogliarci, ad abbassarci, a donarci, ad ascoltare, a fare silenzio,
a decentrarci da noi stessi,
per lasciare spazio alla bellezza di Dio, fonte della vera gioia.
O Madre nostra Immacolata, prega per noi!

(Preghiera di Papa Francesco nella solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, lunedì 8 dicembre 2014).