La camera alta

La camera alta è tutta splendore:
la sua pietà ci raduni ancora,
in unità qui convengano i popoli.

Madre, rivelaci il grande principio
poiché d’allora già eri evocata
quando le cose nel Verbo creava.

Madre disponi pur noi ad accoglierlo,
a rivestirlo di splendida carne,
resi fecondi con te dallo Spirito.

O Madre, fa’ che la chiesa continui
la sua preghiera concorde, unanime,
perché continui lo Spirito a scendere.

O Madre, sia Pentecoste perenne,
e il santo fuoco consumi ogni male,
sia come il vento una libera chiesa.
Tu del creato la santa bellezza,
tu della fine dei tempi figura,
tu l’arca viva dell’unico uomo.

Signore, donaci sempre il tuo Spirito
per sentire quello che tu senti,
per essere quello che tu vuoi,
per giudicare come tu giudichi;
solo così possiamo sciogliere o legare
quello che tu stesso sciogli e leghi.

(Davide M. Turoldo)

Gesù, innalzato come Signore, ascoltaci

Sostieni, accompagna e fortifica, Signore Gesù, la tua Chiesa, che Tu hai voluto come tuo ‘corpo’, come segno visibile della tua presenza in mezzo a noi. Con tutti i suoi dubbi, i suoi zoppicamenti, fa’ che essa resti fedele a questa sua vocazione, perché l’umanità intera ritrovi la via della fraternità e della pace.La potenza e l’autorevolezza del tuo amore, Signore Gesù, riduca a nulla ‘le potenze’ di questo mondo, come l’idolatria del denaro, del prestigio nazionale, della forza delle armi, della stessa scienza. Ispira a tutti i governanti e a tutte le persone impegnate nel mondo della finanza o della ricerca scientifica pensieri di pace e di amore per la terra e per l’umanità che la abita. Ti affidiamo, Signore Gesù, tutti i popoli della terra alle prese con questa pandemia, che falcidia le vite umane e mette in crisi le stesse relazioni sociali. Ti affidiamo in modo particolare tutti quei popoli che già soffrivano per le guerre e la mancanza di cibo e di acqua, e che adesso si ritrovano senza mezzi ad affrontare questa crisi.Tu, Signore Gesù, che ci hai promesso di essere sempre con noi tutti i giorni, comunque questi si presentino, non distogliere il tuo sguardo dalle nostre case, dalle nostre famiglie. Accompagna i bambini ed i giovani nella loro crescita e nel loro cammino di maturità. Sii vicino a quanti provano smarrimento o disperazione per un futuro che non c’è. Davanti a Te, Gesù, innalzato come Signore alla destra del Padre, assieme ai nostri parenti e amici defunti, ci ricordiamo delle numerose vittime del coronavirus; ci ricordiamo anche delle vittime della solitudine, della disperazione e della emarginazione. dona a tutti di godere la pace del tuo Regno.

Ho cercato

Ho cercato la verità,
con l’Innominato di Manzoni.
Ho cercato la verità
tra le lettere di don Milani.
Ho cercato la verità,
curiosando nella vita di Gandhi.
Ho cercato la verità,
nelle Confessioni di sant’Agostino.

Ho cercato la verità
nelle prediche di don Mazzolari.
Ho cercato la verità,
piangendo con Giobbe sul letamaio.
Ho cercato la verità,
fuggendo da casa, con la mia parte
di eredità, come il Figliol Prodigo.
Ho cercato la verità,
nelle poesie di Tagore.
Ho cercato la verità,
nei pensieri di Pascal.

Ho cercato la verità,
nei fioretti di san Francesco.
Ho cercato la verità,
nell’Allegretto della settima di Beethoven.
Ho cercato la verità,
vagando stralunato.
Ho cercato la verità,
negli occhi incavati
e ormai vitrei di Brambilla,
morto di Aids tra le mie braccia.

Ho cercato la verità,
nei rosari che la mia santa madre
recitava per me,
prete molto diverso dal prete
che teneva nella sua testa.
Ho cercato la verità,
nel Parco Lambro,
negli anni ottanta,
assistendo giovani in overdose.

Ho cercato la verità,
nei commenti biblici, stupendi,
del mio cardinale di Milano.
Ho cercato la verità,
nei viaggi del pellegrino Wojtyla.
Ho cercato la verità,
nella filosofia di Tommaso l’Aquinate.
Ho cercato la verità,
nelle storie degli ultimi
e dei diseredati.
Ho cercato… talvolta nell’affanno,
tal’altra nella pazienza;
talvolta nella confusione,
tal’altra nel silenzio.

Una notte inginocchiato
nella mia cameretta,
recitavo Compieta.
Ho sentito battere al mio cuore.
Ho detto: avanti.
Ero assonnato e stanco.
Solo dopo qualche minuto
mi sono accorto chi era.
«Sono la fede!
So che mi hai cercato
per tanto tempo…lo sai bene
anche tu, che la fede non si cerca
dove non è…perché
la fede è LUI…e LUI è…
l’irruzione, la gratuità,
la meraviglia…
Lui è quello che ha detto:
«Cercate la verità, amando».
Smetti di cercare. Aspetta perché arriverà.
Sono venuto a dirtelo.
Accendi la lampada e spegni
i ragionamenti nella tua testa.
Perché LUI entra dal cuore.
È l’unica porta che può riceverlo».

(Don Antonio MAZZI, Preghiere di un prete di strada).

Non sei lontano da me, Signore

Non sei lontano, Signore,

ma qui, accanto a me, dentro di me.

Sei qui per illuminarmi, per perdonarmi,

per dare un orientamento al mio cammino,

per non abbandonarmi nella solitudine quotidiana.

Non ha senso vivere, devo sapere perché.

Non ha senso amare, devo sapere chi.

Non ha senso camminare, devo sapere per dove.

Non ha senso fare, devo sapere cosa.

Sia allora la tua parola, Signore, la luce del mio mattino,

la strada della mia fatica,

il motivo del mio impegno,

l’arco della mia speranza,

la prospettiva del mio amore,

il riposo della mia stanchezza, il porto del mio rifugio,

la casa della mia salvezza.

Non sei lontano, Signore, tu sei qui con me!

Ti ho incontrato, o Signore,

Ti ho incontrato, o Signore, quando meno ti aspettavo.
Al principio fu una scoperta quasi inavvertita.
I tuoi passi furono silenziosi, come quelli di una mamma
che ha paura di svegliare il suo bambino.
Le tue parole furono appena pronunciate, con dolcezza infinita.
La tua mano sfiorò i miei vestiti e i miei occhi si aprirono ad una luce dorata.
Ti riconobbi, Signore,
dopo aver camminato con te un giorno intero.
Capii allora che, quando ti cercavo, già ti possedevo,
quando ti sentivo lontano, tu eri vicino.
Eri tu che mi cercavi: aspettavi solo che ti riconoscessi.
Eri tu, Signore, vicino a me: nel sorriso, che avevo colto;
nella parola dolce e misteriosa che avevo ascoltato;
nell’amore puro e delicato che avevo scoperto;
negli occhi di un bimbo che mi avevano guardato;
nella coppia di innamorati che, camminando,
si tenevano per mano;
in quei due sposi che spingevano avanti la carrozzina;
nel povero che, lungo la strada, mi ha chiesto un po’ di pane;
nei solchi del patire, ove l’uomo è straziato e percosso;
nella brezza del fresco mattino che ristora i miei polmoni;
nel fiore che ho colto, con stupore,
tra le macerie di una casa da tempo caduta a pezzi.
Tardi ti ho riconosciuto, Signore,
ma in tempo per spendere validamente la vita,
in tempo per cantare e manifestare l’amore,
in tempo per gridare a tutti l’alleluia della vita.
Aiutami, Signore, a restare per sempre accanto a te
e a riconoscerti sempre in ogni volto che incontro
e in ogni pagina della storia che io vivo.
Amen.