Quando sei chiamato, va’

Tu, quando sei chiamato, va’.
Sei chiamato a mezzogiorno? Va’ a quell’ora.
È vero che il padrone ti ha promesso un denaro anche se vai nella vigna all’ultima ora, ma nessuno ti ha promesso se vivrai fino alla prima ora del pomeriggio. Non dico fino all’ultima ora del giorno, ma fino alla prima ora dopo mezzogiorno.
Perché dunque ritardi a seguire chi ti chiama? Sei sicuro del compenso, è vero, ma non sai come andrà la giornata.
Vedi di non perdere, a causa del tuo differire, ciò che egli ti darà in base alla sua promessa.

(Agostino D’Ippona, Discorso 87, 6.8).

Il Signore è buono ed accoglie l’ultimo come il primo

«Chi ama il Signore si rallegri in questa festa bella e luminosa!
Il servo fedele entri lieto nella gioia del suo Signore!
Chi ha atteso questo giorno nella penitenza riceva ora la sua ricompensa.
Chi ha lavorato fin dalla prima ora, riceva oggi il salario che gli è dovuto.
Chi è arrivato dopo la terza ora, sia lieto nel rendere grazie.
Chi è giunto dopo la sesta ora, non dubiti, non avrà alcun danno.
Chi ha tardato fino alla nona ora, venga senza esitare.
Chi è arrivato all’undicesima ora, non creda di essere venuto troppo tardi.
Perché il Signore è buono ed accoglie l’ultimo come il primo.
Concede il riposo all’operaio dell’undicesima ora come a quello della prima ora.
Ha misericordia dell’ultimo e premia il primo.
Al primo dà, all’ultimo regala.
Apprezza le opere di ciascuno, loda ogni intenzione.
Entrate tutti, dunque, nella gioia del nostro Signore;
primi e secondi, ricevete tutti la ricompensa;
ricchi e poveri, danzate insieme;
sia che abbiate digiunato, sia che abbiate fatto festa,
siate tutti nella gioia, onorate questo giorno!
Il banchetto è pronto, godetene tutti!
Il cibo è abbondante, basterà per tutti, nessuno se ne andrà affamato.
Gustate tutti il banchetto della fede.
Gustate tutti la larghezza della bontà.
Nessuno pianga la sua miseria:
il regno di Dio è aperto a tutti. Nessuno tema la morte, perché la morte del Salvatore ci ha liberati.
Dominato dalla morte, egli l’ha spenta.
Il Cristo è risorto e regna la vita!
A lui la gloria e la potenza per i secoli dei secoli. Amen».

(Pseudo Giovanni Crisostomo, Annuncio pasquale della Chiesa orientale)

Il tuo occhio è malvagio, perché io sono buono?

La vigna sono i precetti e i comandi di Dio, il tempo della fatica, la vita presente; gli operai quelli che in modo diverso sono chiamati a compiere i precetti; quelli venuti al mattino, all’ora terza, alla sesta, alla nona e all’undicesima ora sono quelli che sono giunti [alla fede] in età diverse e si sono fatti onore. Ma ciò che è da indagare è se i primi, che si sono splendidamente distinti e sono stati graditi a Dio e che per tutto il giorno hanno brillato per le loro fatiche, si lasciano dominare da quel male estremo della malvagità che è dato dall’invidia e dalla gelosia.
Vedendo infatti che quelli avevano usufruito della stessa ricompensa, dicono: «Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi che abbiamo sopportato il peso della giornata e del caldo» (Mt 20,12). E sebbene non ricevessero alcun danno e il loro compenso non fosse diminuito, si dispiacevano e si irritavano per i beni altrui, cosa che è propria dell’invidia e della gelosia. E il fatto più importante è che il padrone, che aveva preso le difese di quelli e si era giustificato dinanzi a chi aveva parlato in questi termini, lo condanna per la sua malvagità e la sua estrema invidia, dicendo: «Non ti sei accordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene! Io voglio dare anche a quest’ultimo come a te. Forse il tuo occhio è malvagio perché io sono buono?» (Mt 20,13-15). Che cosa si ricava da queste parole? Quella stessa cosa che possiamo vedere anche in altre parabole. Infatti il figlio stimato per la sua buona condotta viene presentato con gli stessi sentimenti quando vede che il fratello dissoluto riceve molti più onori di lui (cfr. Lc 15,28). Come quelli godettero di un bene maggiore ricevendo la ricompensa per primi, così anche quello veniva onorato di più per l’abbondanza dei doni e lo testimonia il figlio dalla buona condotta.

(GIOVANNI CRISOSTOMO, Commento al vangelo di Matteo, om. 64,3, PG 58,612-613).

Don Roberto Malgesini, “pane per gli ultimi”

Don Roberto Malgesini, un prete di 51 anni, di Como, è stato ucciso a coltellate a opera di un tunisino che il sacerdote conosceva e aveva, più volte, aiutato. La notizia è rimbalzata presto in Valtellina, a Como e nella Chiesa tutta e, in particolare, nella comunità di Regoledo di cui don Roberto era originario. «È sempre stato un prete molto in gamba… sin da piccolo aveva espresso il desiderio di fare del bene agli altri». Così lo ricorda don Vito Morcelli, il parroco della popolosa frazione del Comune di Cosio Valtellino. C’è riuscito alla perfezione! E l’ha fatto, giorno dopo giorno, con entusiasmo. Con radicalità evangelica. Voleva stare con gli ultimi. “Gli ultimi sono il suo pane”, proprio come ripete Papa Francesco. La sua è stata una gran bella testimonianza. Un martire, un altro martire nella Diocesi di Como.

Di seguito proponiamo un video di p. Roberto Raschetti che ricorda don Roberto che ha conosciuto personalemente negli anni del seminario minore.

Preghiamo per don Roberto per la sua famiglia e le persone care alle quali è stato strappato da una violenza incomprensibile.

Maria Madre del Sacerdote

In occasione della solennità di Maria Madre del Sacerdote – 15 settembre – padre Carlo e suor Caterina, superiori, rispettivamente, della Congregazione di Gesù Sacerdote e dell’Istituto Figlie del Cuore di Gesù hanno inviato alle comunità una lettera dove mettono in rilievo l’importanza di questa ricorrenza, voluta dal Fondatore padre Mario Venturini e alcuni aspetti del nostro carisma.
Per leggere potete cliccare sulla data sottostante.
15 settembre 2020