Sarò pellegrino

Meglio di me, Signore,
tu sai su quali orizzonti
si allarga il paese delle promesse.
Abbandonerò i territori dove, da padrone,
organizzo la dolcezza per i miei occhi
e l’ebbrezza per il mio corpo,
facendo scorrere latte e miele
nel comodo allineamento dei miei giorni.
Partirò!
Abbandonerò le mie terre di comodità,
dove mi è indifferente l’ordine delle cose,
fino a quando i diluvi dell’odio e dell’ingiustizia
non sommergono la mia dimora.
Abbandonerò le mie terre di disprezzo,
dove gli uomini sono catalogati
secondo il rendimento,
come se fossero prodotti sul mercato.
E tu mi butti fuori dalla mia casa,
dove gli armadi sono pieni
e gli scaffali ordinati.
E tu sempre mi costringi a guardare più lontano
e a piantare altrove le radici del mio cuore.

Charles Singer

Missione vocazionale a Torricella (Taranto)

Le nostre Costituzioni ci ricordano in diversi punti l’importanza della collaborazione pastorale, del sostegno nella preghiera di coloro che sono inviati a particolari esperienze di missione, chi rimane a casa consente queste attività continuando con l’attività ordinaria.
Credo nell’opportunità di queste esperienze nel farci conoscere, nel vivere delle fraternità temporanee in missione, essendo pochi forse non ci è consentito di aprire fraternità al momento, ma possiamo fare esperienze simili di apostolato.
Dopo questa introduzione desideravo rendervi partecipi dell’esperienza di missione a Torricella.
Lunedì 18 marzo siamo partiti da Roma e da Loreto per incontrarci a Bitonto attorno alle 11.00, abbiamo celebrato nella casa di pastorale diocesana intitolata al professore Giovanni Modugno, un pedagogista,figura importante per la cittadina di Bitonto, morto, lo stesso giorno e anno di p. Venturini.
Ha presieduto p. Davide nel suo secondo anniversario di ordinazione, abbiamo ricordato p. Mario Venturini e il professor Giovanni Modugno insieme agli aggregati di Bitonto. Dopo la celebrazione ci siamo fermati con loro a mangiare e a fare un po’ di condivisione.
Nel pomeriggio siamo partiti per Torricella facendo una tappa a Polignano a Mare per vedere quel luogo.
Arrivati alla sera a Torricella abbiamo cenato con don Antonio e poi siamo stati accompagnati dalle persone che ci accoglievano nelle loro case.
Abbiamo ricevuto un’accoglienza squisita, don Antonio sempre disponibile e attento, le persone che ci accoglievano nelle loro case non ci hanno fatto mancare niente. Don Antonio ha ben organizzato l’accoglienza, ogni giorno c’era un gruppo che ci preparava i pasti. Generalmente mangiavamo in canonica insieme con don Antonio, sono stati dei bei momenti di condivisione, di amicizia e di programmazione pastorale.
Pur avendo preparato tutto per tempo, ogni giorno guardavamo il programma della giornata successiva e spesso c’era una piccola revisione della giornata o delle singole esperienze. Anche i parrocchiani ci hanno dato accoglienza e disponibilità.
Anche l’incontro con i preti della vicaria è stato molto bello hanno potuto conoscere il carisma in modo più approfondito, anche se don Antonio, manifesta spesso la sua appartenenza e l’esperienza vissuta nelle nostre fraternità.
Visto che l’esperienza è andata bene, ci ha proposto di partecipare a un incontro di un’associazione di preti di Grottaglie, chiamata:”La vite e i tralci”. Io e p. Carlo abbiamo partecipato a questo incontro anch’esso molto bello. Gli altri invece sono andati a trovare gli ammalati.
Ringraziamo il Signore di questa esperienza.
Ovviamente il racconto non vuole essere esauriente, ma un piccolo contributo alla condivisione.

Parte della lettera inviata da padre Giuseppe Stegagno, responsabile della Pastorale vocazionale della Congregazione di Gesù sacerdote, inviata alle Fraternità dopo la Missione vocazionale a Torricella in Provincia di Taranto, nella parrocchia di San Marco Ev. guidata da don Antonio Quaranta.

Sii con me in ogni momento e in ogni luogo

Signore Gesù, domani inizia il tempo di quaresima. È un periodo per stare con te in modo speciale, per pregare, per digiunare, seguendoti così nel tuo cammino verso Gerusalemme, verso il Golgota e verso la vittoria finale sulla morte.
Sono ancora così diviso! Voglio veramente seguirti, ma nel contempo voglio anche seguire i miei desideri e prestare orecchio alle voci che parlano di prestigio, di successo, di rispetto umano, di piacere, di potere e d’influenza. Aiutami a diventare sordo a queste voci e più attento alla tua voce, che mi chiama a scegliere la via stretta verso la vita.
So che la Quaresima sarà un periodo difficile per me. La scelta della tua via dev’essere fatta in ogni momento della mia vita. Devo scegliere pensieri che siano i tuoi pensieri, parole che siano le tue parole, azioni che siano le tue azioni. Non vi sono tempi o luoghi senza scelte. E io so quanto profondamente resisto a scegliere te.
Ti prego, Signore: sii con me in ogni momento e in ogni luogo. Dammi la forza e il coraggio di vivere questo periodo con fedeltà, affinché, quando verrà la Pasqua, io possa gustare con gioia la vita nuova che tu hai preparato per me. Amen.

(J.M. NOUWEN, In cammino verso l’alba, in ID., La sola cosa necessaria Vivere una vita di preghiera, Brescia, Queriniana, 2002, 237-238).

Consigli spirituali

Chiesero ad abba Giovanni di Licopoli: «Padre santo, noi desidereremmo che tu ci dicessi e ci indicassi cosa dobbiamo fare per la salvezza delle nostre anime, affinché possiamo trovare misericordia presso il Signore per la tua preghiera».
Il santo abba Giovanni rispose loro: «Io sono un principiante. Sono io ad aver bisogno di qualcuno che mi indichi la retta via».
Quando insistettero, li ammaestrò dicendo: «Sappiate, fratelli miei, che, prima di tutto, dovete diventare umili in ogni vostra cosa e dovete fare memoria delle vostre colpe passate e pentirvene di tutto cuore, chiedendo misericordia e perdono a Dio. Evitate di proferire parole menzognere perché esse tolgono dai cuori il timore di Dio. Non diffamate nessuno per non rattristare l’anima. Procuratevi il bene affinché il Signore vi benedica. Fate vostri gli errori dei vostri fratelli e non li divulgate. Siate miti, dolci, compassionevoli perché ciò è il principio della salvezza. Fuggite dalla gente e confidate nell’umiltà perché è ciò che vi salva da tutti i misfatti e le colpe. Non siate cattivi perché non vi capiti qualcosa di brutto. Onorate vostro padre perché la grazia del Signore discenda su di voi. Non vi incensate e non crediate di essere sapienti per non cadere in tentazioni. Abituate la vostra lingua a pronunciare parole d’umiltà, di docilità e di obbedienza verso tutti. Cercate la misericordia e il perdono presso il vostro Creatore poiché la misericordia divina giungerà a voi prontamente. Praticate queste tre abitudini: il lavoro manuale, la preghiera e la glorificazione del Signore. Pensate nel vostro intimo che di questa vostra vita non vi resta che l’oggi. Non peccate contro il Signore. Non siate ingordi. Non spazientitevi per il lavoro manuale per non cadere nelle trappole del nemico. Non siate pigri perché il pigro assomiglia a una casa abbandonata nella quale non v’è alcun bene. Soprattutto, chiediamo al Signore di sostenerci perché possiamo realizzare tutto questo. Siate mansueti perché la mansuetudine perdona i misfatti e le colpe».

Abba Giovanni di Licopoli