Per arrivare alla meta

Quanto è importante crederci fino in fondo nelle cose che si fanno!
Si, proprio così. Crederci fino in fondo. Semplicemente questo.
Spesso cediamo all’incertezza, alle paure, alla sensazione di non essere in grado.
Ma se solo decidiamo di crederci fino in fondo, di insistere, di andare avanti fintanto che non saremo giunti alla meta, allora riusciremo.
Dobbiamo crederci, tutto qui. Sembra semplice o semplicistico ma la questione è proprio questa.
Il pensare che non sia possibile nasce dal fatto che permettiamo al dubbio di insinuarsi dentro di noi. Ma se tu riusciamo a far sì che ogni fibra del nostro essere sia focalizzata su ciò che vogliamo realizzare,  la nostra stessa anima creerà le condizioni perché questo avvenga.
Dobbiamo crederci, dobbiamo farlo con i nostri pensieri, con le parole che pronunciamo, con le azioni. Tutto il nostro essere deve dimostrare il fatto che ci crediamo.
Solo così arriveremo con sicurezza alla meta.

Sette consigli per beneficiare di più del presente

1. Spingi il tasto pausa. Questo è il primo passo. Avere l’intenzione di fermarsi. Trova un segnale, un simbolo che ti ricordi che vuoi vivere il presente. Anticipa la situazione dicendoti: “adesso pausa”. E ricordati quando si scrivi al computer, quando si fai sport, quando guardi la televisione, quando mangi, parli e ogni volta che spegni il cellulare. Pausa significa aspettare che arrivi il momento in cui la propria attenzione e respirazione siano focalizzati nel presente. Significa concentrarsi su quello che sta accadendo in quel preciso momento. E se un pensiero che ti tormenta non ti lascia, o se arriva un messaggio al cellulare, lascia stare. Basta non alimentare i propri pensieri e restare concentrati. È noioso. Solo ognuno di noi può tornare al presenta vivendo ciò che sta accadendo in quel preciso momento.
2. Sii più paziente. Non fischiare, non gridare, non guardare continuamente l’orologio, non innervosirti se qualcuno ti passa avanti nella fila al supermercato, non arrabbiarti se in banca l’altra fila scorre più veloce, non attraversare col rosso per poi giustificarti dicendo “ho molto fretta”. Niente di tutto questo ti aiuterà a velocizzare il mondo ma anzi, ti scatena rabbia, frustrazione e ansia.
3. Agisci con calma. Cammina con calma, guida senza fretta, assapora il cibo che mangi, ascolta e pensa prima di agire. Alla fine della giornata avrai perso venti minuti che però, hanno migliorato notevolmente la qualità della tua vita e quella di coloro che vivono intorno a te. Non c’è niente di più stressante che vivere con una persona nervosa e depressa.
4. Goditi i dettagli. Non beneficiamo del presente perché molti dettagli che trascuriamo fanno parte della nostra vita quotidiana. È normale avere l’acqua calda, è normale avere frutta fresca, amici con i quali ridere, divertirsi, ecc. Quando qualcosa diventa scontato, perde valore. Smettiamo di essere grati per quello che abbiamo e da quel momento smettiamo di apprezzare le cose. Fare attenzione a quello che ci circonda e apprezzare ciò che abbiamo ci permette di essere consapevoli del livello di benessere che abbiamo. Così smetteremmo di lamentarci per ciò che ci manca o che non funziona.
5. Via il resto. Possiamo scegliere quali pensieri fare e quali evitare. Sei l’allenatore dei tuoi pensieri: puoi scegliere chi far giocare e chi lasciare in panchina. Non dare spiegazioni e non amplificare ogni tua preoccupazione. Già sai che sono irrazionali, per questo è meglio non dargli valore.
6. La tua priorità dev’essere quella di essere qui e di esserci adesso. Ci saranno momenti durante i quali penserai: “sì, sì, dopo mi concentrerò sul presente, è che adesso ho quest’altra cosa più importante da fare”. Se lascerai sempre per ultimo te stesso e le tue priorità, niente diventerà realtà. Non preoccupatevi, questo non rallenterà la vostra vita. La arricchirà soltanto.
7. Trova ricordi visuali che ti aiutino a cambiare. La difficoltà di cambiare sta più nel riuscire a dimenticare che nella propria forza di volontà. Non importa quanto possa determinato a voler vivere nel presente, ma se da dieci anni vivi di fretta, sarà difficile cambiare solo con i buoni propositi perché ti ricorderai sempre del tuo stile di vita. Attaccare bigliettini sul frigorifero piuttosto che in auto per ricordarti le tue intenzioni a voler vivere il presente, fallo, fino a quando i tuoi obiettivi non diventeranno le tue nuove abitudini. E sarà qualcosa che hai ripetuto più e più volte, solo così diventerà routine. E non rimproverarti dicendoti cose come “non riesco a ricordarmi, significa che non mi interessa tanto!” Smettila di frustrarti e ripensa ai ricordi che possono aiutarti a stare meglio. Renditi la vita più facile.

Vivere il tempo presente

Noi siamo ora. Non domani, non ieri, ora.
Perché nonostante questa sia l’unica verità alla quale possiamo giungere passiamo la maggior parte della nostra vita sbilanciati fra passato e futuro?
La nostra mente è un potente strumento, eppure la usiamo per vivere un tempo che ancora non esiste o che non potrà mai più tornare.
Se dicessi che possiamo anche da subito essere felici e stare bene cosa mi direste? Il punto è che per farlo dovremmo essere in grado di controllare la nostra mente, i suoi capricci, i suoi umori, il suo costantemente ripiegarsi su se stessa.
Viviamo ripensando al passato o proiettandoci nel futuro e questo raramente ci rende felici. Al contrario, ci porta ad aumentare l’insofferenza e l’incertezza. Una delle mie pazienti con problemi di ansia – la verità è che ho molti pazienti che soffrono di ansia – mi raccontava, durante una delle ultime sedute, che da anni è tormentata dall’idea che, durante una riunione di lavoro o in un’altra qualsiasi situazione, le possa prendere un infarto. La sua ansia le provoca le palpitazioni e così tanta agitazione che teme di avere un attacco i cuore. Piange e soffre moltissimo ogni volta che vive una situazione difficile perché non vuole morire per un attacco cardiaco.
Sprechiamo tempo ed energie concentrandoci nei ricordi del passato e la maggior parte delle volte sono pensieri dannosi, oppure, ci tormentiamo per pianificare al meglio il futuro. I bambini vogliono essere adolescenti, gli adolescenti adulti, gli adulti più giovani. Molte persone non sono felici del tempo che vivono e vorrebbero essere altrove. Così facendo, non vivono il momento e s’immaginano nel passato o nel futuro.
“Se non avessi quest’età, le cose che farei!”, “Oh, se fossi maggiorenne!”.
Passiamo il tempo a lamentarci perdendo così l’unico tempo che abbiamo a disposizione, il presente.
La nostra mente è preparata ad affrontare i pericoli e, per questo, cerchiamo soluzioni per metterci in salvo. Il problema è che oggi consideriamo pericolo situazioni, persone ed emozioni che non lo sono o che non meritano tutta l’attenzione che gli attribuiamo. Non ci sono né lupi né leoni, nemmeno persone malvagie intorno a noi; anche se ce ne fossero, non sono la maggioranza. Però giudichiamo: prevediamo fallimenti, disgrazie e rimuginiamo continuamente nel passato, sviluppiamo un senso di colpa per come sono andate le cose. In questo modo, dimentichiamo di essere vivi.
Dovremmo, in buona sostanza, educarla a stare nell’unico tempo che effettivamente esiste.
abbiamo bisogno di praticare di consapevolezza.
Ciò significa allenare la mente a stare nel presente. Significa entrare in contatto, nel presente, con ciò che effettivamente siamo.
In vista di questa bellissima estate vi suggerisco di iniziare a praticare o se già lo fai di intensificare o riprendere in mano questa  pratica. Più riusciremo a stare nel presente e più riusciremo a vivere.

Conosci te stesso!

Penso che studiare sia bellissimo e che vi siano davvero un’infinità di conoscenze e campi di interesse che sia utile approfondire.
Eppure vi è un oggetto di studio che penso sia fondamentale per noi esseri umani.
Il più importante. Quello che, nonostante i millenni della nostra civiltà, rimane ancora in buona parte oscuro.

Noi stessi!

Noi uomini dovremmo sempre più studiare noi stessi a tutti i livelli. Sociale, accademico e soprattutto personale. Conoscere se stessi è l’unica vera garanzia di una vita piena e soddisfacente.
Potrebbe andarmi bene nella vita ma è solo conoscendomi che avrò la sicurezza dei miei passi.
Come potrebbe essere altrimenti? Che cosa mi fa bene? Che cosa mi dà energia? Quali luoghi o situazioni mi fortificano? Quali mi danneggiano? Quali compagnie? Quali cibi?
Sviluppare una solida conoscenza di noi stessi dovrebbe essere la prima materia di studio per chiunque, eppure raramente ci dedichiamo con attenzione a noi stessi. Spesso aspettiamo che siano i problemi a costringerci a farlo, a volte quando già è troppo tardi per intervenire.
Quindi se posso dare un suggerimento partiamo da noi stessi. Facciamolo subito.
Ascoltiamoci, impariamo a conoscerci. Bisogna farlo sistematicamente. Col crescere di questa conoscenza così importante tutto il resto verrà da sé.

La routine

Molto spesso il concetto di routine è stato bistrattato. Associamo la routine alla ripetizione, alla noia, alla perdita di vita… Il dizionario Treccani descrive della routine con queste affermazioni: “Modo, ritmo di vita e di attività che si ripete giorno per giorno, sostanzialmente immutato, con senso di monotonia: r. di vita (faccio la solita r.: casa e ufficio), r. di lavoro, e lavoro di r., ripetitivo e meccanico; una r. alienante“. In realtà la routine è vita e, per inciso, la nostra vita. Nulla come la routine è in grado di costruire in noi ciò che siamo, di rinforzarci o indebolirci.
Nei momenti di difficoltà, quando la vita più che mai sembra volerci chiedere il conto, la routine quotidiana, le abitudini che abbiamo costruito in noi, ci sostiene, aiutandoci a mantenere o ritrovare l’equilibrio.
Il suggerimento che vorrei così dare oggi è quello di pianificare la nostra routine quotidiana. Usando il grande contenitore del tempo, delle ore e dei minuti, decidiamo come voler distribuire le tante attività. Soprattutto pensiamo a cosa esse costruiranno in noi nel lungo tempo. A che cosa ciascun impegno quotidiano farà crescere o morire dentro di noi. Ciò che faremo diventeremo.
In altri tempi si chiamava carattere.